Edy Gree

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Edy Gree è passione, intensità, gioia, talento, un entusiasmo per la vita che coinvolge e seduce. Le sue opere sono un inno alla gioia.

Dal 1994 incessantemente ricerca, sperimenta, osserva con un istinto che la contraddistingue fin dal suo esordio nel mondo dell’arte: Edy Gree ha una singolare attenzione per il mondo, guarda ciò che la circonda con un’aria incantata e si sorprende ogni giorno delle cose, di tutte le cose.

Imbattersi in Edy Gree significa respirare la sua felicità contagiosa e suadente, intuire in lei una forza magnetica che le appartiene intimamente e che inonda ogni suo lavoro: immergersi in una sua opera significa avvertire un forte senso di libertà, libertà a cui l’artista non rinuncia mai per permettere al suo linguaggio di dimostrarsi per quello è. Ma il suo grande senso di libertà è la precisa volontà di condurre l’osservatore in spazi non ancora conosciuti né mai violati dell’animo umano; l’arte di Edy Gree è un viaggio, un cammino nell’infinito fatto di emozioni e stati d’animo che si traducono in materia .

Per questo Edy Gree emoziona ed è capace di entrare nelle pieghe dell’anima con un’impavida forza interiore la straordinarietà dei suoi lavori risiede nel fatto che sono un mondo una galassia in cui immergersi per ritagliarsi uno spazio di evasione esclusivo. Il suo linguaggio è maturato progressivamente: agli inizi l’artista si è  concentrata sulla pittura distinguendosi sempre per originalità e intensità per i tagli di luce e per le prospettive singolari che caratterizzano i dipinti del primo periodo; un momento fortemente involutivo è rappresentato dal ciclo “Reset” in cui l’artista elimina il colore e si concentra sulla forma la fa vibrare giocando con la luce con pieghe che cambiano aspetto simultaneamente. “Reset” rappresenta la scultura del periodo successivo, ne ha il corpo la densità anche se il supporto è ancora bidimensionale, per Edy Gree è stato un momento fondamentale della sua evoluzione artistica ed estetica permettendogli di approdare alla scultura a tutto tondo nella quale l’osservatore si trova coinvolto dallo spazio scultoreo: il fruitore incontra uno spazio di silenzio inviolato. Nasce così il ciclo “Cieli Stellati” nel quale  emerge l’essenza del linguaggio come traduzione istintuale delle emozioni e delle esperienze che si sono lentamente sedimentante in lei.

La notte, il cielo, le stelle sono mille e ancora mille chiodi di metallo che risplendono è questo il modo in cui Edy Gree ci racconta i suoi sogni, i desideri, i pensieri a volte mai espressi e già raggiunti. E’ una paziente permanenza con i materiali quella che Edy Gree vive costantemente giorno dopo giorno, le sue opere sono un silenzio interiore una solitudine meditativa che lentamente prende forma. Le sue sculture sono studiate a lungo, un lento lavoro che si costruisce attimo dopo attimo, giorno dopo giorno: Edy Gree vuole farci conoscere la parte più recondita e segreta della sua anima, quell’incondizionata follia che si traduce in forme di grande fascino.

Nell’ultimo periodo la costante ricerca dell’artista l’ha condotta verso nuove soluzioni formali: unisce il cemento all’acciaio dando ai suoi lavori un senso di corposità e concretezza, esprimono quella ricerca di infinito che l’artista insegue e persegue che la conducono all’essenza e ad una sintesi linguistica dove la luce ha un costante rilievo e conferisce alle sculture superfici sempre vibranti che si colorano e modificano asseconda dello spazio che occupano.

Ciò che Edy Gree ha raggiunto è una nuova proposta estetica che le hanno permesso di farsi conoscere ad un pubblico sempre più ampio e su vasta scala facendosi apprezzare per l’originalità e l’intensità espressiva permettendogli di distinguersi all’interno di uno scenario artistico in forte fase involutiva.

A cura della d.ssa Grisca Grava